La Skeleton Coast è nota per essere particolarmente inospitale e difficile da raggiungere: verso l'interno il deserto si estende per decine di chilometri e dal mare è difficile avvicinarsi a causa delle forti onde causate dalla corrente del Benguela. Per questi motivi la costa era chiamata "la terra che Dio ha creato con rabbia" dai boscimani, e "le sabbie dell'Inferno" dai portoghesi. Il nome odierno – Skeleton Coast – si riferisce agli innumerevoli relitti spiaggiati lungo la costa, testimoni della furia del mare e della nebbia fitta che impedisce di orientarsi. Il fascino di quest’area remota è dovuta ai suoi paesaggi quasi lunari con le dune che cambiano forma a seconda del vento, i canyon, la nebbia sulla costa, le fredde brezze marine e i relitti disseminati sulle spiagge.
Il parco è divisibile in due zone, l’una che va dal fiume Ugab al fiume Hoanib e l’altra tra il fiume Hoanib e il Kunene. La zona nord dello Skeleton Coast Park è la Kaokoland abitata dalla tribù Himba che vive ancora secondo gli antichi usi e tradizioni. La zona sud fa invece parte della Damaraland abitata dalla tribù Damara.